Disinfezione con la clorazione shock

Cosa è la clorazione d'urto (shock), come si fa, quando è utile, come regolare il pH, che tipo di cloro si può usare, differenza tra il dicloro e tricloro, dosaggi, i tempi di attesa prima di poter di nuovo bagnarsi.

Bagnante immersa in piscina

Con le diciture “clorazione d’urto” e “clorazione shock” si intende la stessa cosa?

Certo! le due frasi indicano la stessa modalità di purificazione dell'acqua. “Shock” in inglese significa “colpo” e nell’accezione della chimica significa appunto una procedimento che agisce come un “colpo” ovvero come un “urto”.

Cosa è la clorazione d'urto?:

È una procedura che permette di disinfettare dell'acqua di piscina in maniera vigorosa, distruggendo quei elementi inquinanti che sono causa di acqua torbida, cattivo odore o proliferazione di alghe.

Quando è utile?

Questo trattamento è utile in tutti quei casi in cui l’acqua risulta essere molto sporca e contaminata: Forte odore di cloro (inquinamento da clorammine), acqua torbida dopo un temporale,  pareti scivolose o  presenza di alghe. È utile anche in quei casi in cui la piscina subisce un forte affollamento. Maggiori sono i bagnati e maggiore è il carico inquinante.

Come regolare il pH?

Generalmente il pH non viene considerato nelle clorazioni d’urto e ciò è sbagliato. Infatti valori bassi di pH facilitano la funzione di disinfezione del cloro. Dunque è sempre bene regolare il pH a valori non superiori ai 7,6 ma senza esagerare. Infatti valori troppo bassi di pH possono facilitare la corrosione delle parti metalliche.

Che tipo di cloro si può usare?

Si possono usare due tipi di cloro, tutti e due in forma granulare o in polvere: il dicloro al 55%, molto solubile (si scioglie rapidamente) e quindi facile da maneggiare, oppure il tricloro al 90% più lento a sciogliersi e quindi più difficile da usare: mai gettarlo direttamente in vasca se si ha un rivestimento in liner o se si hanno le superfici verniciate con resina la clorocaucciù. Fare attenzione anche quando lo si versa negli skimmer: i grani del tricloro, non sciogliendosi subito, potrebbero essere abrasivi per le parti interne della pompa.

Che differenza c’è tra il dicloro e tricloro granulare o in polvere?

La differenza, oltre alla dissimile rapidità con cui si sciolgono, sta nella diversa percentuale di cloro utile. Il tricloro rilascia il 90% di cloro utile, il dicloro il 60% o il 55%.

Dosaggi

Consigliamo dai 10 ai 15 gr di cloro, sia se si usa il tricloro o il dicloro, per ogni m3 di acqua da trattare. Ad esempio, per una piscina di 100 m3, si devono versare dai 1.000 gr (1 kg) ai 1.500 (1,5 kg) di cloro in polvere. Chiaramente dipende da quanto è sporca la piscina e da quanto tempo siete disposti ad attendere prima di potersi di nuovo bagnare.

Dopo quanto tempo si può di nuovo farsi il bagno in piscina?

Dopo una clorazione d'urto non è possibile bagnarsi fin quando il valore del cloro attivo libero è superiore a 1 ppm (2 o 3 giorni circa).

Se hai altri quesiti circa la clorazione d’urto, i dosaggi, come procedere, ecc. non esitare a contattarci.

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